Amministrazione Trasparente

LA TRASPARENZA COME MISURA DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Il decreto legislativo n. 33/2013 riunisce e coordina in un unico testo normativo le disposizioni già esistenti in materia di pubblicazione di dati e documenti e introduce nuovi adempimenti volti a garantire alla cittadinanza:

 “l’accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche” (art. 1 del d.lgs n.33/2013).

L’art. 10 del decreto legislativo prevede che ogni Amministrazione adotti un programma triennale per la trasparenza e l’integrità, da aggiornare annualmente, che individui le iniziative previste per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalità e lo sviluppo della cultura dell’integrità. Il programma è parte del piano di prevenzione della corruzione. Infatti la legge n. 190 del 6 novembre 2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” ha conferito una delega al governo per adottare un decreto legislativo volto a riordinare gli obblighi di pubblicità e trasparenza da parte delle pubbliche amministrazioni. La trasparenza pertanto costituisce un mezzo fondamentale di prevenzione della corruzione.

La trasparenza, agevolando sistemi di accountability, imponendo una rendicontazione dell’azione pubblica, soprattutto in settori delicati dell’agire amministrativo nei quali è elevato il rischio che si annidino situazioni di illiceità (appalti pubblici, autorizzazioni, concessioni, procedure di selezione del personale), si rivela un potente strumento per favorire il processo di coinvolgimento della cittadinanza nella gestione della res publica. La trasparenza è quindi condizione imprescindibile per innovare la Pubblica Amministrazione in quanto consente di dare vita a processi virtuosi di miglioramento continuo relativamente ai servizi offerti alla cittadinanza.

Ogni amministrazione è chiamata a vivere la trasparenza non come un adempimento ma come un valore aggiunto, come un elemento di eccellenza e come uno strumento in grado di migliorarne la competitività.

 

LA TRASPARENZA E LE SOCIETA’ PARTECIPATE

Ai sensi dell’art. 11 comma 2 del d,lgs 33/2013 gli obblighi di pubblicazione si applicano anche alle società partecipate da Pubbliche Amministrazioni. La circolare n. 1/ 2014 della Funzione Pubblica specifica che agli organismi di diritto privato che svolgono attività di pubblico interesse si applicano le regole della trasparenza. L’art. 24-bis del D.L. n. 90/2014, convertito in legge n. 114/2014, ha confermato le indicazioni rese con la citata circolare ministeriale, disponendo l’applicazione della disciplina prevista dal D.Lgs. 33/2013, limitatamente all’attività di pubblico interesse, anche alle società ed altri enti di diritto privato che esercitano attività di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell’art. 2359 C.C. da parte di pubbliche amministrazioni.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha definitivamente approvato, con la Determinazione n. 8 del 17 giugno 2015, le “Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici”.

Le Linee guida sono volte a orientare tutte le società e gli enti di diritto privato in controllo pubblico o a partecipazione pubblica non di controllo, nonché gli enti pubblici economici nell’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione, di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190, e trasparenza, di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, con l’obiettivo primario che essa non dia luogo ad un mero adempimento burocratico, quanto invece venga adattata alla realtà organizzativa delle singole società e enti per mettere a punto strumenti di prevenzione mirati e incisivi.

Le Linee guida si rivolgono anche alle amministrazioni controllanti, partecipanti e vigilanti cui spetta attivarsi per assicurare o promuovere, in relazione al tipo di controllo o partecipazione, l’adozione delle misure di prevenzione e trasparenza.